Secondo evento 50° – Dalle Persone alla Comunità

Si è tenuto ieri il terzo appuntamento per i festeggiamenti del 50° anno di attività della IMAB, secondo incontro della serie RinasciMenti dopo “Dal territorio al paesaggio” e nuovo appuntamento dopo la grande festa del 1 Luglio nella splendida location della Tenuta Santi Giacomo e Filippo.

 

Il secondo incontro di Rinascimenti ha voluto “seminare” tra i collaboratori dell’azienda alcune fondamentali riflessioni riguardo uno dei principali temi strategici e culturali del prossimo futuro, le persone.

 

“Dalle persone alla comunità” è stato infatti l’argomento su cui si sono confrontati partendo dal ruolo aziendale del Responsabile delle Risorse Umane il Professore Enzo Spaltro, Renzo Libenzi e Daniel Thomas Seacombe con la moderazione di Cristina Cocchi.

 

Alberto Bruscoli ha fatto gli onori di casa aprendo la serata che si è svolta nel cantiere che trasformerà una parte dello stabilimento di Via Falasconi nel Viale Antonio Bruscoli, luogo scelto e fortemente voluto da Alberto per ricordare che tutto è nato cinquanta anni fa proprio da una Persona che ha ispirato e continua a ispirare questa azienda, il nonno Antonio.

 

E’ toccato poi a Serena Mingione ricordare parte della storia che l’ha portata nel 2006 a far nascere l’ufficio Risorse Umane insieme a Giulia Rossi con l’obiettivo di mantenere l’identità di azienda a gestione famigliare. Serena nel ringraziare l’azienda per aver creduto e investito nel formare e coltivare talenti ha anche ufficializzato il passaggio di testimone del suo ruolo di Responsabile delle risorse umane ad Andrea Guerra.

 

Il medico, psicologo del lavoro e fondatore della Università delle Persone Enzo Spaltro ha basato il suo intervento su una lucida e illuminante visione del presente e del futuro.

Ha invitato il pubblico a riflettere sul fatto che persona vuol dire potersi esprimere e che il futuro non è dato ma frutto di un processo di costruzione che è nelle mani delle persone.

Intensa reazione e applauso del pubblico all’affermazione “Il lavoro o è divertente o è sbagliato nell’organizzazione. Io a 89 anni mi sono sempre divertito, non so se fosse lavoro, ma non saperlo è già un successo”.

 

Una grande passione è emersa dalle parole dell’intervento di Renzo Libenzi, Direttore Generale del Gruppo Loccioni. Libenzi partendo dall’imprescindibile assunto che il lavoro è una fase e aspetto fondamentale per la crescita della persona ha fatto un intenso intervento su senso di appartenenza e condivisione dei valori aziendali e sul come si fanno le cose “Non dipendenti ma collaboratori. Sei intraprenditore della tua azienda? Servono attenzione, curiosità e volontà a fare meglio. Servono ambasciatori fieri della propria azienda” “Energia e positività non sono gerarchiche”. Anche Libenzi accoglie lo stimolo del Professore Spaltro sul tema del divertimento “Si vince tutti insieme con il valore aggiunto di ognuno. Creare relazioni, metterci la faccia nel lavoro, questo è il vero divertimento”.

 

Daniel Seacombe, Responsabile Organizzazione, Sviluppo e Compensation di Terna spa ha portato tutta la sua competenza e professionalità sul tavolo dell’incontro introducendo il tema del clima tra le persone che formano il gruppo di lavoro. “E’ indispensabile per raggiungere i veri obiettivi delle aziende creare gruppi di lavoro dove le persone stiano bene e ognuno voglia migliorare”. Seacombe ha anche ricordato un aspetto spesso non evidenziato del ruolo del Responsabile delle Risorse Umane “Le risorse umane non brillano di luce propria, senza le persone non esistono”.

 

Cristina Cocchi, Cofondatrice e Direttrice Tecnica Risorse Umane Profexa Consulting, in chiusura propone un’interessante spunto di riflessione “Il futuro è la pianta di domani nata dal seme di oggi” colto prontamente dal neo Responsabile Risorse Umane di Imab Andrea Guerra “Creare comunità, trovare senso in quello che si fa. In futuro spero che Imab diventi ancora più aperta, il luogo di lavoro deve diventare luogo di vita” e da Serena Mingione che ricorda il libro regalato a tutta l’az

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